domenica 2 settembre 2012

Un post Eutettico uniformemente continuo.

In lontananza scorgiamo qualcosa di bianco.
Supponiamo che sia un bel gatto bianco, un angora siberiano o un bastardino simpatico che per qualche scherzo della genetica o della candeggina mantiene un'apparente linea pura fenotipica.
Supponiamo che sia uno di quei gatti bianchi dal pelo lungo con i batuffolini di pelo che cadono a fiocchi dai gommini, quei batuffolini son piccole isole di geni dominanti che si esternano su terreno solitamente poco edificabile tipo l'attaccatura a "Vvi" dei capelli o della vagina e la Corea di Huntington.
Supponiamo che sia un gatto bianco, ma potrebbero anche essere i Red Hot Chili Peppers o la spaziosissima fronte di John Cusack.
Comunque ho deciso che è un gatto.
Quel gatto si chiama Mengele.
Mengele sgranocchia un croccantino.
Poi rompe l'osso del collo a qualcosa, con movimenti rotatori e feroci moti armonici in cui la brama di sangue è la pulsazione del moto stesso.
Il resto son solo migliaia di anni di selezione naturale che poi non è altro che una funzione sinusoidale di ampiezza costante.
Vuole sentirne il midollo.
Così fracassa ossa e sgranocchia croccantini.
O leviga arti, ma con le zampe posteriori.
Ogni cosa ha una spiegazione, anche questa.
La rappresentazione grafica della velocità terminale in fluidodinamica, ad esempio, ricorda una vagina che genera il naso di un pagliaccio.
Ciò ci riporta alla ragione per cui siamo arrivati fin qui: il mio naso.
Il mio naso è una funzione lipschitziana.
Una variabile reale ma a crescita limitata.
Se una funzione è lipschitziana è anche continua in Omega.
Adesso scambia "naso" con "pene" e "Red Hot Chili Peppers" con "Smashing Pumpkins".
Poi rileggi il tutto.
Il mio gatto non è un linfonodo.
Se lo fosse, sarebbe grande e maligno.
Avrei dovuto romperti il collo tempo fa, quando avevo fame, perché io e Mengele detestiamo le cose che respirano.

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